lunedì 13 agosto 2012

una torre alta alta alta altissima

Il portatile adagiato sul grembo e una luce fioca che mi consente di intarvedere i tasti, un silenzio rotto solo dai sussurri del vento tiepido, con lo scirocco che lo protegge dalle memorie invernali; il mare scivola lento sotto il mio sguardo come un pesce inerme. Hanno occupato un antico rudere ( forse è un vero castello... mi informerò, ma poi) i miei compagni di viaggio, ma senza forzare nessuna serratura, poi l'hanno ripulito, ridipinto con colori tenui: molto azzurro , bianco e qualche pennellata di pallido ocra che al mattino pare bianco. E' la casa di una contessa che ha voluto metterla a disposizione dei migliori nemici. ( così dice, per giustificare un principio di altruismo e non perdere l'allure della finta stronza ). Stasera si ballerà forse felici come ieri, poi a letto e attenti ad accarezzarsi (le scottature bruciano ancora ).

sabato 17 marzo 2012

ogg son un don spezz

arriva sempre il giorno in cui si accorge che non tutto procede come si vorrebbe.
E' uno di quei giorni. mi invento un silenzio diverso, assorto e meditativo per cercare una soluzione. Opporre resitenza o lasciare che lentamente mi scivoli addosso il senso della frustazione per un'ingiustizia palese che però non dipende da me?

giovedì 1 marzo 2012

Frikkia

Grazie.

domenica 26 febbraio 2012

da alì ad a qui

Intanto la befana è in assoluto tale, e di questa certezza non traggo giovamento e me ne infischio, ma non avere preso una cantonata rafforza la mia sagacia. E alla fine è stata una fortuna avere perso qualcosa per trovare molto meglio.
Ma andiamo oltre, Fornero senza "la". Donna che non mi piace, la buona samaritana devastata dalla fatica di pronunciare il verbo sacrificale è ancora tra noi e sempre agguerrita. Una figlia con posto fisso ben retribuito e guarda caso universitario cone quello di papà e mammà
Storia vecchia, lo so; ormai si consuma in un soffio la notizia.
Governo formato da uomini di banca Intesa, bocconiani, nutriti nel lusso culturale e sociale. Un primo ministro che parla un politichese diverso, autorevole e concreto ( per la carica e il fine che persegue ) ma tratta i cittadini come fossero degli studenti da cogliere in fallo ( colti in fallo ) e punire. Ne ha di esperienza un professore universitario che viaggia da Milano a Bruxelles fequentemente ( ancor prima della carica )e che ha avuto il gradito compito di togliere le castagne dal fuoco al nostro piccolo paese rappresentato da un uomo detestato dalle molteplici commissioni eu, zona euro e no.
Ma a scapito del valore espresso in qualità di "rimediatore",sta compiendo degli sfaceli magistrali a solo danno dei lavoratori meno rappresentativi e dei disoccupati( entrambi,sempre meno tutelati ). I giornali a ritmo quasi quotidiano pubblicizzano blitz della GDF, facendo passare l'idea che tutto il male provenga da quegli scontrini non emessi. Vero( in parte ) ma allo stesso tempo ridicolo, rafforza l'idea che il popolo italiano sia ricco, che i negozianti siano dei re mida, non si parla quasi mai di coloro che sono costretti a chiudere la saracinesca perchè torturati dalle tasse e costretti da studi di settori inviolabili e incontestabili a tentare di sbarcare il lunario e fallire perchè non c'è pietà. In un mondo dove il consumismo ha accecato l'avidità dei detentori della leva finanziaia, che si cibano anche di superinflazione senza cescita, pur di fare profitti.

Strano, non ho parlato ancora di ciò che mi ha spinto ad aprire qusto spazio da troppo dimenticato. Il sogno di stanotte. Ma solo due parole, ormai. Io e una donna non in lacrime che accoglievamo la tremenda notizia di un uomo che durante un viaggio e vicino a un garage era sparito.

giovedì 16 giugno 2011

Scrivo assai di rado e in genere quando mi capita di volerlo fare pensando di avere qualcosa di violentemente e necessariamente importante da dire, mi accorgo che nello stesso momento in cui dovrei cercare di trasferire sulla carta il mio esprimibile, vengo assalita da un'ondata di vuoto pari solo a quello che si crea per sigillare una quintalata di riso.

E mentre scrivo mi chiedo perchè il gusto della lettura non è pari a quello della scrittura, ani vorrei di per no dire, vorrei sbagliare e tormentare la mia penna come quella di aquilotta candida, trasferire sulla finestra un macchinario bellico per stendere definitivamente a terra certi ( uno ) dei miei lettori.

sabato 23 aprile 2011

venerdì 22 aprile 2011

bisogna scegliere l'aggettivo giusto.
E' sensato farlo, riporta tutto sotto una logica precisa e coerente, dove la coerenza è determinata dalla natura dell'essere e del divenire in essere. Non bisogna lasciare ombre e scardinare la narrazione prima di tentare l'astrazione. Cio' significa che ci si puo' avventurare nella costruzione di racconti ( alla Borges per intendersi. o per esempio ) solo quando si ha una costante e naturale padronanza della scrittura. Le parole devono nascere dall'idea.


-tu mi capisci - noi ci capiamo- sono frasi che presumono.