domenica 26 febbraio 2012

da alì ad a qui

Intanto la befana è in assoluto tale, e di questa certezza non traggo giovamento e me ne infischio, ma non avere preso una cantonata rafforza la mia sagacia. E alla fine è stata una fortuna avere perso qualcosa per trovare molto meglio.
Ma andiamo oltre, Fornero senza "la". Donna che non mi piace, la buona samaritana devastata dalla fatica di pronunciare il verbo sacrificale è ancora tra noi e sempre agguerrita. Una figlia con posto fisso ben retribuito e guarda caso universitario cone quello di papà e mammà
Storia vecchia, lo so; ormai si consuma in un soffio la notizia.
Governo formato da uomini di banca Intesa, bocconiani, nutriti nel lusso culturale e sociale. Un primo ministro che parla un politichese diverso, autorevole e concreto ( per la carica e il fine che persegue ) ma tratta i cittadini come fossero degli studenti da cogliere in fallo ( colti in fallo ) e punire. Ne ha di esperienza un professore universitario che viaggia da Milano a Bruxelles fequentemente ( ancor prima della carica )e che ha avuto il gradito compito di togliere le castagne dal fuoco al nostro piccolo paese rappresentato da un uomo detestato dalle molteplici commissioni eu, zona euro e no.
Ma a scapito del valore espresso in qualità di "rimediatore",sta compiendo degli sfaceli magistrali a solo danno dei lavoratori meno rappresentativi e dei disoccupati( entrambi,sempre meno tutelati ). I giornali a ritmo quasi quotidiano pubblicizzano blitz della GDF, facendo passare l'idea che tutto il male provenga da quegli scontrini non emessi. Vero( in parte ) ma allo stesso tempo ridicolo, rafforza l'idea che il popolo italiano sia ricco, che i negozianti siano dei re mida, non si parla quasi mai di coloro che sono costretti a chiudere la saracinesca perchè torturati dalle tasse e costretti da studi di settori inviolabili e incontestabili a tentare di sbarcare il lunario e fallire perchè non c'è pietà. In un mondo dove il consumismo ha accecato l'avidità dei detentori della leva finanziaia, che si cibano anche di superinflazione senza cescita, pur di fare profitti.

Strano, non ho parlato ancora di ciò che mi ha spinto ad aprire qusto spazio da troppo dimenticato. Il sogno di stanotte. Ma solo due parole, ormai. Io e una donna non in lacrime che accoglievamo la tremenda notizia di un uomo che durante un viaggio e vicino a un garage era sparito.

giovedì 16 giugno 2011

Scrivo assai di rado e in genere quando mi capita di volerlo fare pensando di avere qualcosa di violentemente e necessariamente importante da dire, mi accorgo che nello stesso momento in cui dovrei cercare di trasferire sulla carta il mio esprimibile, vengo assalita da un'ondata di vuoto pari solo a quello che si crea per sigillare una quintalata di riso.

E mentre scrivo mi chiedo perchè il gusto della lettura non è pari a quello della scrittura, ani vorrei di per no dire, vorrei sbagliare e tormentare la mia penna come quella di aquilotta candida, trasferire sulla finestra un macchinario bellico per stendere definitivamente a terra certi ( uno ) dei miei lettori.

sabato 23 aprile 2011

venerdì 22 aprile 2011

bisogna scegliere l'aggettivo giusto.
E' sensato farlo, riporta tutto sotto una logica precisa e coerente, dove la coerenza è determinata dalla natura dell'essere e del divenire in essere. Non bisogna lasciare ombre e scardinare la narrazione prima di tentare l'astrazione. Cio' significa che ci si puo' avventurare nella costruzione di racconti ( alla Borges per intendersi. o per esempio ) solo quando si ha una costante e naturale padronanza della scrittura. Le parole devono nascere dall'idea.


-tu mi capisci - noi ci capiamo- sono frasi che presumono.

domenica 30 gennaio 2011

Perfetto! l'imprevisto era nell'aria, ma non sembrava essere subdolamente devastante come già avevo previsto. Non quanto l'avevo previsto. Come lasciare trascorrere il tempo tra un immenso bisogno di essere quella persona che ero e quella che si è realizzata giorno dopo giorno nell'inutile tentativo di cancellare le delusioni della vita? Tentativi messi a segno e falliti= quasi tutti... purtroppo
Non consola, neppure la soddisfazione di vedere i segni di una bruttezza notevole nelle fattezze fisiche ed espressive della mia cosiddetta rivale, che nel tempo ho imparato a conoscere reinterpretando senza l'enfasi del primo periodo, le parole dette, i modi di relazionarsi e le altre poche cose che potrei dire, ma che non servono a nulla. anche perchè , nonostante tutto, è nel cuore, nelle abitudini di colui che ho amato senza pietà per me stessa.

giovedì 4 novembre 2010

Sembra sia passata una vita da quando ho scritto l'ultimo post, e quanto in me è cambiato, nella sostanza, nella presa di coscienza, nella tanto voluta cercata libertà da quello che era diventato il mio unico argomento imprtante di discussione. Ora che ne sono lontana e riesco a entrare dentro una prospettiva nuova, mi accorgo della mia insulsaggine e morbosità, davvero ho amato tanto? e soprattutto una persona a cui ben altro era dovuto? Ah la stoltezza umana che si ciba di abitudini e certezze assurde.
Mi scuso per l'irruenza di ogni mia reazione, convinta, al tempo stesso, che qualcosa nell'altrui dialogare, nella pioggia battente delle citazioni amorose, l'ora tarda e la mia stanchezza, abbiano in qualche modo contribuito all'esplosione del mio conflitto interiore.

martedì 4 maggio 2010

Non passa giorno, non uno senza che io mi senta una donna senza volto.
e ancora si ripete, e ancora si ripete, non cambia mai nulla. e perchè dovrebbe cambiare?

ancora una volta ho ricevuto da te un simulacro di porta sbattuta in faccia
con educazione certo, non ho nemmeno messo il piede tra lo stipite e la porta per tentare di mettere un fermo, un finto peso, altrimenti saresti stato capace di sbuffare e chiuderlo, costretto, ovvio.

Come va, come va?

male male. certo certo.


Ho tanta paura, ho avuto paura dal quel 21 marzo e non ho più smesso.

Vita mia mors tua, a volte i proverbi sono veri, ubi maior minor cessat. In fondo in uno scambio di regali io anticipai la mia clausura prossima a venire, tu mi fiutasti con l'aceto. Segni premonitori?
La mia vita non poteva andare peggio. Potevi almeno regalarmi delle marshmallow

Beato te, hai permesso che un uragano travolgesse un paese dopo averlo lasciato. sei salvo. ed io

sono così lontana "esondata" ( termine giornalistico da te amato ) da ogni nuova cosa da apparirti un riferimento qusi assurdo.

Qui sanno tutti che tu mi hai fanculizzato la vita, vinta prima vacillare, poi cedere

visibilmente allo scoraggiamento più nero e infine , si sono goduti lo spettacolo di una tristezza senza confini, l'atto finale è chiudere il sipario e sopravviversi.
definitivamente.Forse forse sarebbe bastato davvero che mantenessi anche mezza di mezza promessa, forse sarebbe bastato che non mi escludessi dalla tua vita, forse sarebbe bastato davvero, ma cosa potevo fare io di fronte a mille rifiuti e di qualsiasi natura? . Dal 21 marzo è entrata una farfalla nera nel mio cuore e nel mio cervello. E diciamola tutta, via quel forse.


Non è presunzione ma la mia vita sarebbe stata un'altra e certamente io ho mantenuto le mie promesse.

sempre-. Insomma io ci ho provato veramente con tutte le mie contraddizioni, ma soprattuto con il cuore.

Scusami se ho invaso il tuo territorio, ma sai, è stato così improvvisa la voglia di risentirti che

non ho potuto che cedere, un buon pretesto e ci siamo detti tutto senza dirci nulla.

Eppure sei un uomo, ma nessuno è un vero uomo. nessuno è l'uomo che vorrebbe essere, e hai pensato che io così lontana fossi facile da dimenticare. Minchia facilissimo.

Un giorno mi dicesti, non prendermi in giro.
e io ti dissi, ogni nostro gesto importante ha delle conseguenze. tu non farmi male.
La nostra era destinata ad essere una storia bella davvero se...se ... solo se... ma tu quel se l'hai

messo in mezzo violentemente tra noi due.
Quanto mi dispiace.

Puoi vivere senza sapere cosa farò oggi. cosa mangerò, chi vedrò, quali sono i miei pensieri. Non mi piace affatto.
-

Non sono in grado di sopportarlo, forse solo se lo stesso struggimento fosse il tuo. Lasciami.

Urla si alzano verso il cielo. Lacrime bagnano la terra, sospiri scuotono le fronde degli alberi.

Dialogo, un neonato piange, un giuramento strappato al cuore. E' nato un maschio, e va bene mio signore, potete sperare che all'amore ho rinunciato.